O TRADE SYSTEM EFICIENTE

Melhores corretores de opcoes binarias 2020:
  • BINOMO
    BINOMO

    O melhor corretor!
    Conta demo gratuita e treinamento para iniciantes!
    Inscreva-se bonus!

  • FINMAX
    FINMAX

    Corretor de opcoes binarias confiavel! Boa resposta!

La chiave per un sistema di trading efficiente secondo TRADERS’ Magazine

25 Ottobre 2020 – 09:23

Alla ricerca della chiave per un sistema di trading di successo. L’approfondimento di TRADERS’ Magazine.

Qual è la chiave per un sistema di trading efficiente, in grado di incrementare le opportunità di profitto sul mercato azionario?

Questo articolo mostra come è possibile strutturare un portafoglio di trading sistematico. Prima di tutto, esaminiamo in dettaglio gli aspetti critici per il successo di un portafoglio di trading sistematico.

Le limitazioni del trading sistematico

Tutti i trader professionisti cercano di trovare un vantaggio statistico nei propri mercati di trading, e poi lo usano per sé. Il trader sistematico fa un altro passo, e tenta di trasformare il vantaggio statistico che ha trovato in una routine fortemente formalizzata.

Spesso, l’obiettivo di un trader sistematico è quello di scrivere un algoritmo (un programma per computer) che renda completamente automatici i setup di trading che ha formalizzato.

Il trader sistematico tenta di trasformare il vantaggio statistico in una routine fortemente formalizzata

Il problema, però, è che il vantaggio statistico trovato non esiste per sempre, specialmente nel caso del trading a breve termine. Per un trader sistematico ciò significa, innanzitutto, che deve proteggersi contro i “crash di sistema”, che lo accompagneranno per tutto il tempo in cui si dedicherà a questo tipo di trading.

A questo punto entra in gioco la diversificazione dinamica. La figura 1 mostra come è possibile creare una struttura di diversificazione per il trading sistematico. I singoli riquadri rappresentano l’obiettivo del sistema sviluppato.
Se, per esempio, utilizziamo la strategia di trend-success dell’articolo “Trading di successo con le news” (TRADERS’ 09/2020, disponibile nel negozio su traders-mag), il nostro obiettivo diventa quello di classificare le fasi di “bassa frequenza” e di “trend forte”.

F1) Diversificazione dinamica
La figura 1 mostra come un trader sistematico crea una struttura di diversificazione. Prima di tutto, essa dovrebbe prevedere uno scambio continuo dei sistemi individuali secondo delle regole chiare e uno sviluppo complementare efficiente di nuovi sistemi di trading.

Dunque, l’obiettivo del sistema di trading rappresentato da un riquadro nella figura 1, consiste nella frequenza di trading e nella fase del mercato a cui si applica il vantaggio statistico. La frequenza di trading si riferisce alla durata media di un trade.

F2) Frequenze di trading
La figura mostra la separazione nelle differenti frequenze di trading. La frequenza di trading gioca un ruolo importante nella struttura di diversificazione. Sulla base della divisione in frequenze di trading diverse, un trader sistematico, oltre alle classi dei beni e alla strategia di trading, ha un’ulteriore componente di diversificazione che può essere inclusa nella sua pianificazione.

La figura 2 mostra come l’autore differenzia le frequenza di trading. I periodi di holding medi maggiori di un’ora appartengono alla fascia della bassa frequenza, mentre i trade che in media rimangono sul mercato da pochi secondi a 60 minuti appartengono alla fascia di media frequenza.

Melhores corretores de opcoes binarias 2020:
  • BINOMO
    BINOMO

    O melhor corretor!
    Conta demo gratuita e treinamento para iniciantes!
    Inscreva-se bonus!

  • FINMAX
    FINMAX

    Corretor de opcoes binarias confiavel! Boa resposta!

Tutto ciò che ha un tempo medio inferiore a un secondo appartiene, secondo l’autore, al trading ad alta frequenza. Per gli sviluppatori di sistemi ci sono infinite risorse su Internet, da cui trarre idee e strategie. Sfortunatamente, l’informazione non è distribuita in modo equo.

Ci sono moltissime informazioni e moltissimi setup per la fascia della bassa frequenza, ma le informazioni sono scarsissime per le fasce di media e alta frequenza.

Tuttavia, per ottenere delle prestazioni soddisfacenti ed avere allo stesso tempo un portafoglio di sistema ben diversificato è necessaria anche la zona di trading veloce. Ciò accade perché i portafogli che si basano troppo sulla fascia di bassa frequenza possono portare a declini lenti e profondi, che possono essere mitigati soltanto parzialmente da una diversificazione intelligente nelle diverse classi dei beni, ma solo parzialmente.

Questa non è un’opzione accettabile per un trader professionista, che basa il suo reddito sul trading. Nel caso di un trader privato, invece, la fascia di media frequenza diventa quella più importante, perché la fascia ad alta frequenza diventa quasi impossibile da realizzare.

In questo esempio, l’intera fascia dei mercati laterali calmi è stata esclusa. Ciò accade perché, secondo l’autore, i mercati laterali calmi nei differenti periodi non sono interessanti per i trader direzionali.

Ciò può essere diverso per i venditori di opzioni o i trader arbitrari (le differenze di prezzo a breve termine tra i mercati). Nel caso del trading ad alta frequenza, il problema principale è rappresentato dai requisiti estremi necessari per un’infrastruttura competitiva.

Entrare in un portafoglio di sistema

Chi fa osservazioni o ha idee per il trading solo occasionalmente, e le mette realisticamente alla prova soltanto poche volte ogni anno, impiegherà anni per mettere insieme un proprio sistema. Per i principianti, naturalmente, ci chiediamo quanti sistemi siano necessari, almeno nel portafoglio, per renderli ben diversificati.

Se occupassimo tutti i riquadri del nostro grafico con almeno un sistema, in questo caso avremmo sei sistemi. Però, facendo così non avremmo una riserva di sistemi, e dunque non avremmo una struttura di diversificazione profonda. Utilizziamo come criterio di esclusione dal portafoglio il momento in cui un sistema supera il massimo declino approvato.

In questo caso, per mantenere ulteriormente la struttura di diversificazione bisogna sostituire il sistema. Se facciamo un passo in avanti e vogliamo avere due sistemi per ogni riquadro, ci servono almeno dodici strategie.

Da un certo punto in avanti, la diversificazione addizionale diventa controproducente, perché lo sforzo smette di essere proporzionale al guadagno addizionale. Quindi, un buon obiettivo può essere quello di costruire un portafoglio sistematico di 15-20 sistemi di trading, di cui almeno sei e al più dodici vengano utilizzati dal vivo.

Trappole sul cammino per il portafoglio di sistema

Un grande errore che spesso fanno i trader sistematici con poca esperienza è quello di non abbinare bene i sistemi. In altre parole, dobbiamo fare attenzione a cercare strategie che non siano correlate ai nostri sistemi migliori.

Un esempio potrebbe essere quello di mescolare una strategia di gap-trading (che si basa sui divari dei prezzi) per le azioni con una strategia di trend-following per le notizie e il mercato forex nella zona di bassa frequenza.
Se adesso aggiungiamo dei sistemi per la zona di media frequenza (che, come detto, non sono facili da trovare e implementare) diventa chiaro che il rischio complessivo può essere valutato pesando ogni sistema individuale nel portafoglio.

Se, per esempio, un trader sistematico è orientato al massimo declino che un singolo sistema ha prodotto in passato, allora ha bisogno della capacità di dividere i valori delle sue posizioni in modo ottimale. Solo allora potrà portare le varie frequenze di trading a un denominatore comune.

Qui è facile sbagliare, perché bisogna creare strategie completamente diverse. Per questo, fin dall’inizio, è necessario mantenere l’equilibrio riguardo al declino massimo. Ciò vuol dire semplicemente che bisogna allocare lo stesso capitale di rischio assoluto a tutti i sistemi nel portfolio.

Il sistema di trading di notizie sopra menzionato ha un declino massimo di meno 600 dollari su una posizione della grandezza di un mini-lotto (il lotto è la misura standard nella valuta di trading, con un lotto che equivale a 100.000 unità della valuta di base) negli ultimi quattro anni, nel contratto spot EUR/USD. Se il declino massimo nel passato viene superato, il sistema di trading di notizie viene rimosso dal portafoglio attivo.

Per dare una maggiore flessibilità al sistema è possibile utilizzare anche un multiplo del massimo declino. Se adesso vogliamo investire 2.500$ in questa strategia di trading, dobbiamo aumentare cinque volte le dimensioni delle rispettive posizioni.

Se rischiassimo solo 250$, dovremmo dimezzare le posizioni e arriveremmo quasi alla diminuzione massima, cioè cinque contratti da un micro-lotto. Purtroppo, l’aumento e la diminuzione quasi illimitata delle grandezze delle posizioni sono possibili solo con poche classi di beni. Se vogliamo costruire un portafoglio di sistema ben diversificato, dobbiamo avere già un conto che sia almeno a cinque cifre.

Altrimenti non riusciremo ad ottenere una diversificazione sufficientemente buona delle classi dei differenti beni, ed allo stesso tempo ad avere un equilibrio dei sistemi individuali.

Conclusioni

Come suggerisce il termine diversificazione dinamica, il trading sistematico è un processo che richiede un input costante da parte del trader. La struttura descritta in questo articolo deve essere riempita dal trader con degli approcci buoni e robusti. Ciò richiede tempo e molta esperienza.

Ma se riuscirete a costruire un portafoglio di trading sistematico ben diversificato, potrete ottenere un reddito regolare attraverso il trading. Potrebbe essere difficile trovare buoni setup per il trading a media frequenza, perché questo spesso è la gallina dalle uova d’oro dei portafogli di trading sistematico, e raramente viene mostrato al pubblico. Questa potrebbe essere la chiave per un sistema di trading di successo.

Oliver Bossman ha lavorato per ETX Capital come analista di mercato. Ha lavorato per oltre 15 anni nell’industria finanziaria e si è specializzato durante questo periodo nei campi di CFD e FX Trading. Oltre al suo lavoro mantiene il Live Stream Blog livetrader.tv.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Trading online

O TRADE SYSTEM EFICIENTE

In economia aziendale, la misurazione dell’ efficienza si ottiene valutando il risultato rispetto ai costi sostenuti. S i è efficienti quando si ottimizza il rapporto Risultato/Costi sostenuti : ovvero quando, dato un risultato “X”, si spende un minimo di risorse per raggiungerlo.

Anche nella valutazione dell’attività di trading è possibile ricondursi al concetto di efficienza.

A mio avviso, nel trading è sbagliato valutare l’ efficienza di una singola operazione ex post considerando quindi solo il risultato. Trattandosi di un’attività aleatoria, dove guadagni e perdite non dipendono da qualcosa di ben definibile, il grado d’efficienza deve essere stabilito ex ante, valutando i rischi che sostiene il capitale, senza quindi aspettare la fine del trade, prescindendo da valutazioni dettate anche dalla casualità. Ad esempio, un trade con un rapporto rischio/rendimento di uno può essere considerato efficiente qualora la probabilità di successo superi il 50%, indipendentemente dall’esito del trade stesso.
L’efficienza nel trading non è quindi direttamente correlata al capitale utilizzato, ma ai rischi che corre il capitale medesimo trade dopo trade. Quindi se l’imprenditore aziendale deve cercare di minimizzare i costi di gestione della sua attività, allo stesso modo il trader deve minimizzare i rischi durante la sua operatività.
Un risultato ottenuto con rischi medi elevati, se può dare un buon rendimento per una singola operazione, nel lungo periodo si alternerà anche con trade avversi, compromettendo quindi il risultato finale.

Un esempio limite può essere fatto valutando l’efficienza tra un trade relativo all’acquisto di un bund tedesco (AAA) rispetto all’acquisto di un pacchetto di un titolo azionario, detenuti entrambi per un periodo di un anno e con lo stesso controvalore di acquisto €. 100.000. Qualora il risultato fosse uguale, ad esempio un utile di €. 1.000, vi sembrerebbe giusto valutare le due operazioni allo stesso modo, assegnandogli lo stesso grado di rischio e quindi di efficienza?

Ribadisco che quello che in termini economici è considerato un costo, nel trading non è il capitale utilizzato, ma è il rischio sul valore del capitale che ogni operazione presenta ex-ante (utilizzando, ad esempio, il coefficiente β ).

Un altro aspetto, che a molti trader sfugge, è che la percentuale di probabilità che un trade vada in porto positivamente non è un parametro di efficienza assoluto. Ci sono molti trade infatti, che pur avendo meno probabilità di altri di un esito positivo, possiedono una efficienza maggiore, grazie al rischio di una minor perdita di capitale, quindi più efficienti per una positivo risultato di lungo periodo.
Ad esempio, la vendita di una Call nuda con base molto distante dalle quotazioni di mercato ha una alta possibilità di avere un risultato positivo; di sicuro, però, visto il presumibile scarso premio incassato, non risulterebbe un trade efficiente più di altri, specialmente se raffrontato alle alte perdite di capitale, che, seppur con scarse possibilità, ricorrerebbero nel caso di sviluppi avversi del mercato. Nel medesimo contesto l’acquisto di una Call con base lontana dalle quotazioni del mercato, pur avendo basse possibilità di un esito positivo, avrebbe il rischio solo limitato al costo della Call stessa, e quindi potrebbe essere considerata, in situazioni di mercato favorevoli, una operazione più efficiente della precedente.

In conclusione, il trader oculato avrà risultati positivi nel lungo periodo solo attraverso un’attività efficiente; la sua attenzione per ogni operazione che vorrà intraprendere dovrà essere rivolta raffrontando il potenziale guadagno sul quantum del capitale di volta in volta rischiato, valutando sempre con attenzione le probabilità di esito negativo dell’operazione.

Trading Systems – Parte 2

Proseguiamo il nostro percorso che ha come scopo quello di aiutarvi a meglio comprendere la validità di un sistema di trading automatico.

Rivediamo l’equity line e i risultati del backtest eseguito su una semplice strategia già esaminata nel precedente articolo (trading systems parte 1).

I risultati di questo sistema di trading, e la stessa pendenza positiva dell’equity, hanno un sicuro impatto positivo sul trader inesperto che è portato ad immediatamente indirizzare la propria attenzione sul dato del “Profitto totale netto” che nel caso in esame è pari ad € 30.881 su un capitale iniziale di € 100.000,00. Dunque un ritorno percentuale di oltre il 30%.

Nell’esaminare i risultati che avevamo proposto, tuttavia, ci eravamo lasciati con l’avvertimento di non fermarci alle apparenze e di non farci abbagliare dagli eclatanti profitti realizzati dal sistema o dal suo rendimento percentuale. E’ infatti molto importante prendere in esame anche ulteriori elementi dalla cui valutazione non si può prescindere per decretarne la validità.

Vediamo di seguito i più importanti con riferimento, ove possibile, ai risultati proposti dal backtest della MT4.

1. La percentuale di operazioni vincenti:
si tratta di un valore che viene calcolato come rapporto tra i trades in profitto e il numero complessivo delle operazioni effettuate. Nel backtest di esempio tale valore “Operazioni con profitto” è pari al 64,21%. SI tratta sicuramente di un buon risultato anche se questo dato assume rilevanza soltanto se valutato alla luce degli ulteriori fattori di cui subito diremo.

2. Rapporto tra operazioni vincenti e quelle perdenti:
si tratta di un valore che viene calcolato dividendo la media dei risultati delle operazioni vincenti con la media dei risultati delle operazioni in perdita. Un risultato maggiore di 1 sta a significare che per ogni unità (euro/dollari) di perdita il sistema guadagna più di un’unità (euro/dollari). Quindi tanto più questo valore risulta elevato tanto più il sistema è in grado di generare profitti perché siamo di fronte a un sistema che, mediamente, guadagna più di quanto perde. Personalmente e in linea generale non ritengo valido un sistema che abbia un risultato inferiore a 1.3. Dunque nel backtest proposto vediamo subito un dato negativo dal momento che tale valore è inferiore a 1. Infatti:

Media operazione con profitto / Media operazione in perdita = 295,03 / 377,94 = 0,78

Occorre poi prestare molta attenzione al fatto che si tratta di un valore che potrebbe essere influenzato da qualche operazione particolarmente positiva (o negativa). Cosa che, peraltro, non accade nel sistema di esempio nel quale le più grandi operazioni in profitto/perdita non si discostano molto dai guadagni/perdite medie.

3. La frequenza delle operazioni:
si tratta di un valore troppo spesso (a torto) trascurato quando si valutano i risultati di un sistema di trading. Il dato si ottiene dividendo le operazioni totali eseguite dal sistema per il numero di giorni di mercato aperto nel periodo di osservazione. Il risultato deve essere poi moltiplicato per il numero di giorni di borsa aperta in un anno (per convenzione si assume tale numero pari a 260).

4. Commissioni o spread e slippage:
Insieme rappresentano i costi delle nostre operazioni. Lo slippage è un termine che sta a significare la differenza tra il punto di entrata/uscita ideale del sistema e quello effettivamente eseguito sul mercato. In molti casi operando con i Cfd non sono applicate commissioni e dobbiamo però tenere conto dello spread denaro/lettera presente sul mercato. Si tratta di un fattore da non sottovalutare: l’introduzione dei costi commisionali ove presenti e dei reali valori di slippage molto spesso portano in perdita trading systems con buone prestazioni teoriche, specie nel caso essi pongano in essere molte operazioni.
E’ infine importante porre l’attenzione sul fatto che il guadagno medio al netto delle spese deve essere almeno pari o superiore a tre volte il costo totale delle eventuali commissioni e dello slippage.

5. Drawdown:
Un ultimo fattore di grande importanza è la perdita massima realizzata dal sistema di trading in relazione al picco massimo di guadagno, il cosiddetto Max Drawdown. Questo valore va considerato sia in termini monetari, quindi dal punto di vista di massimo rischio sopportabile dall’investitore in relazione al capitale investito; sia dal punto di vista psicologico, ovvero di durata massima di “sofferenza” tollerabile dal trader prima del raggiungimento di un nuovo massimo dell’Equity line.
Nell’esempio che abbiamo proposto il dradown massimo è tutto sommato accettabile (anche se non trascurabile) perché pari al 3,61%.

6. Perdite consecutive:
Il significato del dato è intuitivo. Si tratta di un valore che rileva soprattutto dal punto di vista psicologico. Un elevato numero di perdite consecutive, infatti, potrebbe mettere a dura prova il trader facendolo dubitare della validità del suo trading systems.

Alla fine di questa disamina dovrebbe essere chiaro che per valutare la validità di un trading system occorre analizzare i risultati del backtest nel loro insieme, ponendo particolare ai dati che abbiamo passato in rassegna. Evitiamo, dunque, di lasciarci abbagliare dai risultati magari eclatanti proposti dal sistema in termini assoluti e/o percentuali piuttosto che da una splendida equity line, magari ottenuta con una ottimizzazione esasperata, argomento che tratteremo nel prossimo articolo.

Melhores corretores de opcoes binarias 2020:
  • BINOMO
    BINOMO

    O melhor corretor!
    Conta demo gratuita e treinamento para iniciantes!
    Inscreva-se bonus!

  • FINMAX
    FINMAX

    Corretor de opcoes binarias confiavel! Boa resposta!

Like this post? Please share to your friends:
Investimento em opções binárias
Deixe uma resposta

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: